Bozza nuovo codice della crisi e dell’insolvenza in attuazione della L. 155/2017

L’esigenza di modernizzare la complessa materia concorsuale, nel frattempo oggetto di continui interventi, è stata sollecitata anche dall’ Unione Europea che, con Regolamento (UE) 2015/848 del Parlamento e del Consiglio del 20 maggio 2015 tratta l’efficienza e l’efficacia delle procedure di insolvenza per il buon funzionamento del mercato interno in ragione delle sempre più crescenti implicazioni transfrontaliere. In tal senso anche la proposta di direttiva del Parlamento europeo del 22 novembre 2016 che ha posto un duplice obiettivo: garantire alle imprese in difficoltà degli strumenti giuridici idonei ad aumentare l’efficacia delle procedure di ristrutturazioni; Intervenire prima che l’impresa versi in gravi difficoltà in modo da preservare le parti di attività economicamente sostenibili.

Con la L. 155/2017, contenente la delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza, si è voluto dare risposta alla cultura d’impresa del nostro tempo nel frattempo mutata e alle sollecitazioni indicate.  Si tratta sicuramente di una buona notizia, non solo per il mondo imprenditoriale ma anche per i nostri partners transfrontalieri, considerato che abbiamo aggiornato una legge di fondamentale importanza per l’economia delle imprese e dei loro stakeholders.

La bozza del  nuovo “Codice della crisi e dell’insolvenza” , in attuazione della L. 155/2017,  presenta molteplici novità:

  • In primis viene definitivamente eliminato il termine “ Fallimento” sostituito con “Liquidazione Giudiziale” così da rimuovere la negatività e il discredito , anche personale, che storicamente a quella parola si accompagna. L’abbandono, quindi, di una terminologia giudicata infamante può dare una prima idea sull’impianto complessivo della riforma, che mira a favorire : * la ristrutturazione del patrimonio di impresa,  la continuazione dell’attività aziendale,  il permanere del rapporto tra debitore e creditori affinchè  possa proseguire     nelle relazioni commerciali, una volta ristrutturato il debito.                                                                 Viene introdotto lo stato della crisi dell’impresa, inteso come probabilità di insolvenza futura. L’idea del legislatore è quella di dare rilevanza, nel nostro diritto, non solo alla INSOLVENZA quale condizione irreparabile, definitiva, di incapacità sistemica ad adempiere alla obbligazioni man mano che scadono”, concetto già così definito nell’art. 5 della Legge Fallimentare e ribadito nella nuova Riforma , ma di dare rilevanza anche alla SITUAZIONE DI PERICOLO DI INSOLVENZA, recuperabile e pertanto non definitiva, il cui indice è il malessere finanziario ( e anche economico) per avvenimenti accaduti ma a cui si può recuperare con l’adozione di rimedi di ristrutturazione del debito, al fine di evitare la insolvenza definitiva.
  • Principio di notevole importanza è la istituzione di un UNICO MODELLO DI PROCESSO PER L’ACCERTAMENTO DELLO STATO DI INSOLVENZA. Tutti i soggetti insolventi che siano o no imprenditori ( consumatori, imprenditori grandi e piccoli, enti) saranno accertati secondo un unico regime processuale, da qui una enorme semplificazione per i professionisti e magistrati che operano in questo ambito.
  • Altro aspetto fondamentale concerne I GIUDICI. Per garantire un livello adeguato di professionalità nella gestione dei diritti di impresa sono stati costituiti i Tribunali delle Imprese dove operano giudici specializzati in diritto societario e in diritto industriale.
  • Ulteriore principio è dedicato ai GRUPPI DI IMPRESE dove, in primo luogo, si prevede una definizione di imprese di gruppo modellata sulla nozione di “direzione e coordinamento” secondo i principi degli artt. 2497 e segg. del C.C. . Si tratta di ribadire la nozione di direzione e coordinamento già presente nel nostro Codice Civile , la quale disciplina è costruita intorno al concetto di responsabilità. Cioè, non sono regole che descrivono come un gruppo è fatto ma sono regole che stabiliscono come si allocano le responsabilità all’interno del gruppo.                                                                                 Oltre queste regole di carattere generale ci sono norme specifiche che riguardano la cosiddetta gestione unitaria della procedura di concordato preventivo e poi di liquidazione giudiziale dei gruppi di imprese. E’ di rilievo la novità di potere attuare una procedura unitaria tanto di fallimento quanto di concordato, perché la procedura riguarda l’impresa, anche se gestita da più soggetti insolventi e, pertanto, bisognerà considerare, all’interno di questa procedura unitaria, le posizioni di tutti questi soggetti Ma ciò potrà avvenire nell’ambito di una unica procedura e, questa è una soluzione fondamentale perché, dal momento in cui la procedura rimane unica, la ristrutturazione dell’attività economica dell’impresa potrà fondarsi su un piano aziendale unitario al quale parteciperanno ,per quanto di competenza, le singole società, tutte coordinate in un disegno unitario e non in procedure spezzettate, che fino ad oggi rendono impossibile una ristrutturazione reale del gruppo.
  • Ma la unica, vera novità , di portata generale della Riforma indubbiamente consiste nella previsione di PROCEDURE DI ALLERTA che stabiliscono un vero e proprio controllo sull’imprenditore al fine di intervenire precocemente al manifestarsi di uno stato di crisi, in modo da evitare la liquidazione giudiziale. Le misure di allerta si realizzano su due piani distinti . Uno riguarda regole sugli assetti organizzativi della società perché si dispone che occorrerà stabilire assetti organizzativi adeguati che facciano emergere immediatamente lo stato di insolvenza o il pericolo di insolvenza all’attenzione degli amministratori.                                                                                    Si stabiliscono doveri degli amministratori e dei sindaci per la pronta reazione a questo problema, e queste sono misure di allerta interne ,sanzionate con le regole della responsabilità civile degli amministratori e sindaci. Poi ci sono le misure di allerta esterne perché taluni creditori potranno effettuare, in luogo della inerzia degli amministratori e sindaci, queste denunce e potranno sottoporre la questione di insolvenza o pericolo di insolvenza nell’ambito di una procedura confidenziale, cioè riservata, ad appositi collegi commerciali di giudicanti che lavoreranno all’interno delle Camere di Commercio, al fine di poter addivenire ad una risoluzione concordata della crisi che elimini lo spauracchio della istruttoria fallimentare.

Per la novità e importanza della riforma della disciplina della crisi di impresa e della insolvenza ,questo corso  tratterà gli argomenti nello stesso ordine utilizzato dalla riforma. Ma attraverso questo tipo di esposizione, il vero scopo di questo corso è quello di precisare quali sono le idee attorno alle quali sarà organizzata la nuova disciplina della crisi di impresa. Questo corso si propone di essere più utile di un normale seminario che illustra regole, in quanto vuole evidenziare quali sono le ragioni che regolano la riforma e in questo modo comprendere veramente il significato delle sue norme per poterle usare al meglio nella professione.

Bozza nuovo codice della crisi e dell’insolvenza

 

Elenco degli incarichi conferiti ai Gestori della Crisi dell’OCC Commercialisti Teramo, sensi dell’art.6 3°comma del DM 202/2014

Ai sensi dell’art.6 3°comma del DM 202/2014, si pubblica l’elenco degli incarichi conferiti ai Gestori della Crisi dell’OCC Commercialisti  Teramo

ELENCO NOMINE GESTORI 2018

ELENCO NOMINE GESTORI 2017

ELENCO NOMINE GESTORI 2016

L. 232/2016 Modifiche alla disciplina della transazione fiscale (articolo 182-ter, legge fallimentare)

Il sole 24 ore del 11/1/2017
 
Oltre ad ammettere la falcidiabilità di Iva e ritenute non versate, la legge di bilancio 2017 (legge 232/2016) apporta altre modifiche alla disciplina della transazione fiscale (articolo 182-ter, legge fallimentare): interviene su aspetti quali il perimetro delle posizioni transabili e la razionalizzazione delle modalità di voto e adesione, lasciando peraltro alcuni aspetti irrisolti. Il nuovo comma 1 dell’articolo 182-ter, dal 1° gennaio non prevede più la limitazione, mai stata chiarissima, alla quota chirografaria dei debiti anche non iscritti a ruolo. Si tratta, nei fatti, non tanto di una novità, quanto del recepimento dell’orientamento espresso sin dal 2008 dall’agenzia delle Entrate. La circolare 40/E/2008, già riconosceva la necessità di una interpretazione sistematica, e non letterale, della norma, alla luce dei successivi periodi secondo e terzo. La conclusione non poteva che condurre a comprendere nel perimetro dei crediti tributari o previdenziali transabili sia quelli privilegiati sia quelli chirografari, indipendentemente dall’iscrizione a ruolo. Ciò oggi, con l’espunzione del riferimento al ruolo, trova formalizzazione normativa, pur già sperimentata da lungo tempo nella prassi operativa. La riscrittura del comma 1 avrebbe forse potuto chiarire definitivamente anche che il perimetro di accessibilità alla transazione fiscale accoglie tutti i crediti tributari e previdenziali dotati di legittima causa di prelazione, sia essa costituita da privilegio (articoli 2745 e seguenti del Codice civile) o da ipoteca giudiziale acquisita sulla base del titolo esecutivo costituito dal ruolo, decorsi inutilmente i 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento (articolo 77, Dpr 602/1973). L’Agenzia lo aveva già chiarito e la nuova versione del secondo periodo del primo comma avrebbe forse potuto recepirlo. Modificata anche la procedura di espressione del voto o dell’assenso, ora riferita per il debito complessivo all’Agenzia. Nella precedente formulazione l’adesione alla proposta di transazione spettava, a mente dei commi 3 e 4, all’Agenzia per i tributi non iscritti a ruolo o comunque non consegnati all’agente della riscossione e direttamente a quest’ultimo per quanto già recepito alla data di presentazione della domanda, pur su indicazione del direttore dell’ufficio, a ciò autorizzato dalla direzione regionale. Nella nuova formulazione il voto sulla proposta concordataria o l’adesione a transazione ed accordo di ristrutturazione sono di competenza della sola Agenzia, lascando all’agente solo l’indicazione riferita agli oneri di riscossione di cui all’articolo 17 del Dlgs 112/1999. Corretto anche quel che è sempre apparso un refuso, cioè il riferimento alla direzione generale, invece di quella regionale (quinto comma). Nuova la previsione, per l’accordo di ristrutturazione del debito di cui all’articolo 182-bis della Legge fallimentare, dell’obbligo per l’attestatore di verificare nella relazione dovuta ai sensi del primo comma che il trattamento offerto sia per lo Stato conveniente rispetto alle alternative concretamente praticabili. Sparisce infine nella nuova formulazione il vecchio quinto comma, e con lui la cessazione automatica della materia del contendere alla chiusura della procedura concordataria, perlomeno per i tributi transati. Un elemento di instabilità in più, quindi, che pare aggiungersi alla questione, immodificata nel nuovo testo, della permanenza in capo all’amministrazione finanziaria del potere di ulteriori accertamenti.

D.L. 193/2016 – La rottamazione ruoli nell’ambito delle procedure di crisi da sovraindebitamento

D.L. 193/2016 – La rottamazione ruoli nell’ambito delle procedure di crisi da sovraindebitamento.

 

Con l’articolo 6, D.L. 193/2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 249/2016, è stata prevista la c.d. rottamazione dei ruoli, cioè la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione negli anni compresi tra il 2000 e il 2015, ed estesa all’anno 2016, a seguito degli emendamenti approvati alla Camera.

Inoltre, sempre per effetto delle modifiche apportate in sede di approvazione alla Camera, la sanatoria è stata estesa agli avvisi di accertamento esecutivi e agli avvisi di addebito in materia di Inps e sono state aumentate il numero delle rate, che salgono a 5, di pari importo: 3 rate nel 2017, con scadenza a luglio, settembre e novembre, e 2 nel 2018, con scadenza aprile e settembre.

Resta fermo che il 70% delle somme complessivamente dovute deve essere versato nell’anno 2017 e il restante 30% nell’anno 2018.

Per effetto delle modifiche approvate dalla Camera, è stato inserito l’art. 9 ter che ha ricompreso espressamente nella definizione agevolata i carichi affidati agli agenti della riscossione che rientrano nei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio, di cui al Capo II, sezione prima, L. 3/2012 prevedendo il pagamento del debito, anche falcidiato, nelle modalità e nei tempi eventualmente previsti nel decreto di omologazione dell’accordo o del piano del consumatore» ( e non nelle 5 rate da corrispondersi entro settembre  2018)

 

“Art. 9-ter. Nelle proposte di accordo o del piano del consumatore presentate ai sensi dell’articolo 6, comma 1, della legge 27 gennaio 2012, n. 3, i debitori possono estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni, gli interessi di mora di cui all’articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive di cui all’articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, provvedendo al pagamento del debito, anche falcidiato, nelle modalità e nei tempi eventualmente previsti nel decreto di omologazione dell’accordo o del piano del consumatore»”

I termini per l’istanza è del 31 marzo 2017 , data entro la quale si dovrebbe depositare anche la domanda di Piano o Accordo ex L. 3/2012.

1 ° CORSO ALTA FORMAZIONE PER GESTORI CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO OCC TERAMO

Il corso di alta formazione specialistica in “Gestione della crisi d’impresa e da sovraindebitamento” è un’iniziativa congiunta dell’Università degli Studi di Teramo con l’OCC dei Commercialisti di Teramo.

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Con la pubblicazione dei decreti di attuazione è entrata pienamente in vigore la Legge 3/2012 nella parte in cui istituisce gli Organismi di Composizione della crisi da sovraindebitamento.

L’ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Teramo ha costituito il proprio Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento (OCC), ai sensi del DM 202/2014, di attuazione della L. 3/2012, ed è iscritto al n. 23 Sez. A del Registro OCC del Ministero della Giustizia. La normativa reca la disciplina della crisi di tutti i soggetti non fallibili – segnatamente: imprese commerciali sottosoglia, imprese agricole, professionisti, consumatori – e ne regola l’accesso a tre procedure concorsuali dedicate (accordo, piano del consumatore, liquidazione del patrimonio), consentendo così, se meritevole, di ottenere effetti di esdebitazione dei debiti residui.

Il Corso intende fornire ai partecipanti la formazione prescritta dal regolamento di attuazione al fine dell’iscrizione, quali gestori della Crisi, negli elenchi degli OCC. Offre pertanto un’opportunità per i professionisti di nuove chance di consulenza professionale: i professionisti, in particolare i commercialisti, gli avvocati ed i notai possono essere sia i consulenti del debitore con il quale costruiscono il piano di risanamento sia i gestori della crisi nella veste di organismo di composizione della crisi. È importante quindi valorizzare gli strumenti di risanamento per un’ampia platea di consumatori, professionisti ed imprese.

programma-corso-analitico

Locandina-convegno-fronte

Locandina-convegno-retro

scheda-iscrizione-fac-simile

A chi è rivolto

Il debitore che si rivolge all’OCC deve avere la residenza o la sede principale della propria attività nella provincia di Teramo.

 

  • requisito soggettivo:

non deve essere assoggettato (né assoggettabile) alle vigenti procedure concorsuali disciplinate dal R.D. 267 del 1942.
Pertanto, alla procedura in commento possono ricorrere tutti i soggetti, persone fisiche, società, enti, che:
* non svolgono attività d’impresa;
* sono professionisti, artisti o altri lavoratori autonomi;
* sono imprenditori commerciali sotto la soglia di cui all’art. 1 L. Fall.;
* sono enti privati non commerciali (associazioni ecc.);
* sono imprenditori agricoli;
* sono “start up innovative” indipendentemente dalle loro dimensioni.

 

  • requisito oggettivo:

vi deve essere lo stato di “sovraindebitamento” definito come “la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà ad adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente” ( Art. 6 co. 2, lett.a), L. 3/2012). Il concetto di “sovraindebitamento” è diverso da quello di insolvenza della legge fallimentare in quanto prevede non solo l’incapacità definitiva e non transitoria di adempiere regolarmente ai propri debiti, ma fa anche riferimento ad una sproporzione tra il complesso dei debiti e il proprio patrimonio prontamente liquidabile, seppur sia specificato il rapporto di tale squilibrio.